Davide Caselli pagina del libro di poesie

Davide Caselli | Poesie spellicolate

Un diario tra pellicola e versi

Dietro ogni scatto in bianco e nero si nasconde una poesia non detta.
Le fotografie non sono solo immagini: sono versi incisi nella grana della pellicola, respiri lenti impressi su carta. In ogni contrasto netto, in ogni ombra profonda, si cela il ritmo silenzioso di un pensiero.

Le poesie che scrivo nascono come un'eco che continua a vibrare. Parole ispirate da volti incontrati per caso, da città immobili nel tempo, da mani che sfiorano la luce del mattino. Fotografia e scrittura si toccano, si influenzano, si completano. Entrambe richiedono attesa, ascolto, e un pizzico di imperfezione.

Questo spazio raccoglie le mie poesie, come un diario intimo dove immagini e parole camminano insieme. Ogni componimento è un riflesso di ciò che la pellicola non dice, ma suggerisce. Benvenuti tra i miei scatti scritti, tra ombre che parlano e silenzi che brillano.

E il tempo verrà

E il tempo verrà
che salate gocce scorreranno lungo i canali dell’anima
Tracimando gli argini dell’apparenza
inondando l’arida terra delle emozioni sopite
come deserto battuto da piogge
esplosione di mille colori
incontrollabile coito di stelle.
Ritroverai l’essenza dell’essere.

Ciak si gira

Giovani soli
lanciati
ebbre locomotive di speranze
istante!
deflagrazione di sguardi
fusione di cuori
macerie di sogni.
Nuova sceneggiatura di vita
Ciak si gira.

Come aquilone volo

Come aquilone volo
trattenuto dai fili delle mie paure
guidato dalla mano dell’approvazione
che mi porta a disegnare la mia vita
su un piccolo spazio di questo immenso cielo.
Tiranna!
Ora su ora giù.
Sogno come un uccello di volare
libero dai fili delle paure
guidato dalle correnti delle mie certezze
raggiungere i luoghi più remoti di questo immenso cielo
ritrovarmi! Nell’orgasmo della felicità
sento tirare, mi desto
sono ancora aquilone
Sorrido, piccole piume ora, rinasceranno

Lo specchio

Fronte lo specchio
rifletto il riflesso
sfiguro il figuro
immagino l’immagine
riformo e trasformo
il vedere
il sentire
il volere
Inesistenza!
L’urlo del muto!
Rabbia! Infrango lo specchio
riordinandone i pezzi
Più volte e più volte
caleidoscopio
gioco perverso dell’anima.

Gabbia di sogni

Rinchiuso in una gabbia di sogni che non raggiungo
Spingo sull’acceleratore
folle!
Schianto, del tempo che passa
malinconia del non essere stato
grido d’aiuto del non essere visto
cosa vuoi dalla vita?
Cosa vuoi dalla vita?
Cosa vuoi dalla vita!
Ombre, si allungano
intorno, brandelli di risposte grondanti di rabbia
tendo, la speranza bagnata dal pianto
ma scivola via in gabbie di sogni
che mi corrono accanto.

Dipinta per te

Abbandonata su questa tela
Cerchi,
il punto di fuga,
la prospettiva,
il senso,
di cromatismi
di giochi di linee
che,
ho dipinto per te.
Intrappolata
cornice d’amore
intagliata nel cuore
inchiodata ai tuoi sogni,
disperata
aneli di librarti, nuvola,
liberando gocce di pianto nelle tue mani
e
di questo quadro mischiarne i colori.
Nuda mente, rasoio affilato
incidi la tela.
Coraggiosa trovi
punti di fuga,
prospettive,
cromatismi,
giochi di linee
che
i tuoi sogni han dipinto per te.

A mia figlia
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