Davide Caselli introspezione 1

Davide Caselli

Non inseguo la perfezione, ma la verità.
E la verità, spesso, è in bianco e nero.

Per me la fotografia è un esercizio di sottrazione: togliere il superfluo per ritrovare l’essenza.
Il bianco e nero elimina il rumore del colore e mi riporta al cuore delle cose — alle forme, ai contrasti, alle texture che rivelano la bellezza nascosta della realtà. Questa ricerca si esprime nei miei progetti, come Le Case Effimere, Armonie e Contrasti della Natura e Architetture di Luce, ciascuno un diverso modo di indagare la relazione tra verità, tempo e percezione.

Il mio sguardo nasce da un ricordo: avevo otto anni quando mio padre mi insegnò a usare la sua vecchia folding 6x9. Da allora ho imparato che la fotografia è un modo per cercare armonia nella semplicità, un dialogo silenzioso tra luce e ombra, tra presenza e assenza.

Fotografare con macchine analogiche d’epoca significa rallentare. Misurare la luce, attendere, respirare, scattare. È un atto meditativo, un ritorno a una frequenza più umana. Ogni immagine è un piccolo esercizio di verità, un diario di incontri e percezioni dove l’essenziale prende forma.

Mi ispirano i maestri che hanno saputo rendere il silenzio visivo una forma di poesia: Ansel Adams, Henri Cartier-Bresson, Dorothea Lange, Lee Miller. In loro ritrovo la stessa ricerca di armonia e misura che cerco nelle mie fotografie.

Con la mia macchina fotografica cerco la calma nel movimento, la luce nell’ombra, la verità nella semplicità.

info@davidecaselli.it
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